Cenni tecnici e legali sulla firma grafometrica avanzata

La firma grafometrica è un tipo di firma elettronica avanzata (FEA) che cattura i dati biometrici della scrittura manuale (come tratto, pressione, velocità, inclinazione) su un dispositivo digitale, come un tablet. Questo dati vengolo legati, indissolubilmente e con data certa, al documento firmato. Essa ha, come da giurisprudenza dominante, validità legale paragonabile, in quasi tutti i contesti, alla firma elettronica digitale qualificata, ma con il vantaggio che non richiede che il firmatario si sia procurato strumenti per l’apposizione di quest’ultima.

Il client “KeFirma” della Kedos (della quale siamo partner commerciali) è la soluzione da noi scelta per offrire ai nostri clienti (utilizzatori e/o sviluppatori) uno strumento che associ la semplicità e flessibilità al rilascio del certificato di firma tecnica ufficiale per il “sigillo” automatico del documento firmato

Soluzioni personalizzate (robottino residente)

La nostra software-house ha realizzato, inoltre, un “robottino residente” che consente di utilizzare il client KeFirma semplicemente posizionando uno o più files pdf in una specifica “cartella di lettura” (personalizzabile); tali files, una volta che il robot individua la loro presenza nella suddetta cartella, vengono immediatamente ed automaticamente processati e sugli stessi viene richiesta l’apposizione della/e firma/e, con apertura automatica del client KeFirma.
Inoltre, il robot consente anche, se lo si desidera, di attivare il posizionamento automatico nella posizione desiderata di una o più firme sul documento (pdf) anche quando ci si trova nell’impossibilità di agire sul contenuto del pdf originale. Infatti, è possibile indirizzare le coordinate per il posizionamento automatico della firma nel punto della pagina voluto con una di queste tre metodologie (anche combinabili tra loro):

  1. Coordinata/e presente/i, con apposita sintassi/tag (terzine di valori delimitati da “[[” e “]]”), all’interno del nome del file, metodologia utilizzabile se l’operatore (o lo sviluppatore) è in grado di variare tale nomenclatura. Ad es.: posizionando un file denominato “documento[[15,30,0]].pdf” all’interno della “cartella di lettura”, esso verrà automaticamente dato “in pasto” al client KeFirma con coordinate per il posizionamento: riga 15/colonna 30 dell’ultima pagina (n.b.: il terzo valore della terzina si riferisce al numero di pagine prima dell’ultima su cui posizionare: 0=ultima). Nel salvare, poi, il pdf firmato, la parte del nome file originale contenente la sintassi verrà “strippata” prima di assegnarla al pdf firmato stesso
  2. Coordinata/e presente/i all’interno di un file “.ini”, posizionato nella “cartella di lettura” contemporaneamente al pdf (originale), del quale abbia lo stesso nome, ma estensione diversa: “.ini”. In questo ini “temporaneo” è anche possibile impostare una destinazione diversa (cartella+nome file pdf) da quella di default per il salvataggio del file firmato
  3. Coordinata/e presente/i all’interno di un file “.ini” (generico del robottino e non legato al file come nel metodo 2), che si personalizzano a seconda del nome (o parte del nome) del file processato. A titolo di esempio, se all’interno del file ini generale è presente, nella sezione [COORDINATE], la linea “mod730=14,33,0|60,13,1”, nel processare i files pdf che hanno la stringa “mod730” nel nome, essi verranno automaticamente dati “in pasto” al client KeFirma con coordinate per il posizionamento di 2 firme: riga 14/colonna 33 dell’ultima pagina e riga 60/colonna 13 della penultima pagina. Questa metodologia è molto utile quando si è impossibilitati non solo ad agire sul contenuto del file, ma anche sul suo nome (o, semplicemente, non si voglia farlo), cosa che succede, per esempio, per pdf scaricati da siti, spesso istituzionali. che richiedono l’apposizione della firma in una o più specifiche posizioni

N.b.: per agevolare l’individuazione delle coordinate da impartire, abbiamo utilizzato una unità di misura user-fiendly. Infatti, si fa riferimento a delle teoriche righe/colonne, in un foglio A4, con caratteri di larghezza fissa 10cpi e linee a 6lpi, dove le coordinate 0,0 sono la posizione in alto a sinistra. Per consentire posizionamenti più puntuali e precisi, ciascuna coordinata ammette anche un numero (teoricamento infinito) di decimali (separati dal carattere punto: “.”)

Ulteriore aspetto di versatilità della soluzione “robottizzata”

Ricordiamo anche che l’uso di un robot residente consente di utilizzare la firma grafometrica con apposizione della stessa su un tablet “locale”, anche quando ci si trova ad operare su un pc o server remoto, posizionando il file da firmare presente sul (o prodotto dal) computer remoto, nella “cartella di lettura” (del pc locale) attraverso la nota pseudo-risorsa di rete “\\tsclient”.

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